Come NOI ci siamo comportate con Cami

Premesso che ogni caso di anoressia è a sè. Ognuno di loro ha un fattore scatenante diverso e una via di uscita altrettanto differente. Prima di tutto deve essere seguita da medici e persone competenti che saranno loro a darvi dei consigli e suggerimenti su come comportarsi. Io vi dico quello che abbiamo fatto noi con Cami.

Il problema di Cami è/era che deve sempre tenere tutto sotto controllo: deve sapere cosa farà tra un settimana, come si vestirà il giorno dopo e cosa/quanto mangiare.


Questa mania del controllo è chiaramente degenerata nel cibo.

Andava sempre in giro con la sua bilancia per pesare quel poco che ingeriva e l’iphone dove si annotava tutto.


In primis: mai farle delle osservazioni del tipo: “ma cosa fai” - “sei malata” - “ti stai rovinando”

Questo peggiora soltanto la situazione.


Mai usare parole come “ingrassare” - “dieta” - “bilancia” - “peso”

Sono argomenti molto delicati che vanno a toccare punti sensibili.


Mai “truccarle” in cibo: mai aggiungere burro, olio o altri condimenti per loro “inutili e grassi”.

Altrimenti perdono la fiducia in voi.


Cami fu aiutata molto da una carissima amica: Ester che le raccontò la sua storia e quello che fece per uscire dall'anoressia.


Cercare di occuparle la testa con altro: io provai con la cucina insegnandole qualche ricetta, ma fu un disastro.

Dopo vari tentativi trovai la soluzione vincente: Caramì


Le piaceva l’idea di fare qualcosa insieme come sorelle (siamo state sempre molto legate) e che potesse avere un impatto sul nostro futuro.


Tra pizzi, tessuti e modelli l’ossessione del cibo veniva sempre più messa da parte.

Il primo pensiero non era più “cosa mangiare” ma “come far crescere Caramì”


Ad oggi abbiamo una bella community dietro al nostro profilo: ragazzi e ragazze che ci sostengono e supportano giorno dopo giorno, che adorano i nostri capi e la nostra storia.


Grazie






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