Cami e il suo disturbo

Tutto è iniziato con la voglia di perdere qualche chilo per l'estate.

Poi ci sono stati altri fattori quali lo stress per la scuola, il perfezionismo, 10 anni di danza classica... e la voglia di mangiare sempre meno fino a che arrivi a un punto dove non ti rendi più conto che il tuo stomaco si sta restringendo.

Perdi il controllo.La voglia di vedere sempre un numero in meno sulla bilancia è ormai diventando il tuo sport quotidiano.

Come in un gioco: vince chi pesa meno.


L'anoressia è un turbine che ti avvolge e ti fa dimenticare tutto quello che c'è di bello nella vita: mangiare in compagnia, uscire, divertirsi.

Non c'è più gusto a vivere, ti fa essere sempre stanca, avere sempre freddo, doversi portare un cuscino per sedersi nelle sedie, la pelle verde, i capelli che cadono a ciocche. Discussioni, litigi, pianti erano all'ordine del giorno nella mia famiglia.

Tutto perché mi rifiutavo di mangiare un po' di più.

Quel po’ di più che forse mi avrebbe permesso di non toccare il fondo. Invece il destino ha voluto che ci arrivassi, che cadessi in basso.

Mi davano solo una settimana di vita.

Tutti o quasi avevano perso le speranze. Solo il mio nutrizionista, la mia psicologa, mia madre, mia sorella e la mia migliore amica credevano in me e non mi hanno mai lasciata sola.

 

Dopo una visita terribile in un ospedale di Milano, ho capito che forse dovevo mangiare un po' di più. Che non potevo sopravvivere con solo 29 chili.

Da lì sono cambiata. Il mio cervello è cambiato: ho iniziato ad aumentare sempre un po' di più fino a che oggi ho recuperato i 10 kili persi.

Purtroppo però la strada non è finita. Finché non mi ritorna il ciclo non posso considerarmi uscita dalla malattia.

 

Questo tunnel infernale mi ha però fatto bene da un lato. Ho conosciuto su Instagram tante ragazze con il mio stesso problema, che mi hanno dato tanta forza e consigli utili per ammazzare il demone dentro di me. Tra queste c'è Ester. Una ragazza fantastica, un'amica unica che mi è stata sempre vicina con consigli e consolazioni.

Come ho detto prima, ancora non sono fuori dalla malattia però mia sorella ha trovato un modo per velocizzare il tutto: insieme abbiamo creato la nostra linea di lingerie e abbigliamento sportivo che prende il nome di Caramì.

È un nostro sogno, che sembrava impossibile, ma si sta realizzando piano piano.

 

Con parole crude, ma vere, mia sorella mi ha detto che con questo corpo non potevo fare le foto con i prodotti. Questo è stato un duro colpo per me perché fin da quando ero piccola sognavo di fare la modella. Con difficoltà ho accettato e ho dato la mia parola che mi sarei impegnata per Caramì.

 

Ora peso 39 chili, il ciclo non è ancora tornato e ho sempre la mia equipe di medici che mi segue passo dopo passo. So che manca poco a quel l'obiettivo e sto cercando di farlo avverare il prima possibile.

Lo voglio. Lo voglio. Questa volta lo voglio con tutto il mio cuore.

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